Le 8 catene che dovrebbero aprire in Italia – Food & Drink

Nell’ultimo periodo sono stato per qualche settimana a Sydney, cercando di sopravvivere ad una delle città più care del pianeta. Tra surf, alcolici e party di capodanno ho dovuto fare delle scelte: la mia alimentazione non ne ha certo giovato e mi sono affidato spesse volte a fast food e street food per fare budget. Non è che sia stata per me una grande rinuncia, anzi, sono un grande fan del junk food a livello globale ed è stata l’occasione per avere l’ennesima conferma che ci sono alcune realtà che in Italia potrebbero “spaccare” ed entrare nel cuore (e nell’esofago) di migliaia di potenziali clienti.
Quali sono? Ecco 8 esempi secondo me palesi:

Starbucks
Starbucks

In Italia con tutti i nostri bar non funzionerà mai, poi il loro caffè fa schifo
Nulla di più falso: in città come Milano, Roma, Firenze e Venezia tra locals radical chic e turismo di massa il colosso del caffè americano farebbe sempre il pieno. Poi, almeno per i primi tempi, ci troveremmo di fronte ad un nuovo “fenomeno Abercrombie”, quello che a fatto scendere dai monti e dalle valli migliaia di giovani disposti a tutto (ore di fila, prezzi maggiorati rispetto alle altre country) per comprare magliette e fare foto con ragazzi a petto nudo con il six pack. Starbucks non offre solo caffè, ma un’offerta completa tra brunch, pranzo e break del pomeriggio, con wi fi free e possibilità di farsi gli affari propri (in Italia due beni di lusso). Poi, diciamoci la verità, il caffè espresso piace solo a noi.

Subway
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Uno dei miei preferiti ever. Quante vuole in pausa pranzo avete aspettato per ore una piada o un panino a 5 euro da portare via? Quante volte ci siamo fermati dal paninaro lozzo a farci una salamella avvelenata perché era tutto chiuso? O quanti soldi in questi mesi ho investito nella panetteria sotto il mio ufficio, in cambio di carboidrati senza domani? Ecco, Subway porrebbe fine a tutto ciò. Sano, pulito e comodo per il take away. Con 6 euro ti porti a casa un “meal” (panino 6inch + bibita + cookie) scegliendo tra ingredienti freschi e salse molto gustose. Clamoroso il rostbeaf ed il tuna, con diverse qualità di pane (speziato, integrale, sesamo e piadina).

Kentucky Fried Chickenpaul-tudor-jones-orders-his-traders-fried-chicken-on-fridays-when-theyve-had-a-good-week-if-they-had-a-down-week-they-get-sushi-apparently-ptj-loves-kentucky-fried-chicken

Meglio conosciuto come KFC, fondato da Harland Sanders durante la Grande depressione partendo da un piccolo ristorante in Kentucky situato all’interno di una stazione di rifornimento benzina. Il suo faccione rassicurante, presente all’interno del logo, ci accompagna in tutti i punti vendita e ci fa sentire sazi in ben 80 paesi. Incredibile come in Italia non si sia palesato, anche perché il target è presente eccome (non solo italiani, ma asiatici e sudamericani). Il menu è basato sul pollo fritto, in ogni sua variante possibile (anche per questo uno dei più apprezzati in Cina). Fantastici i burgers e gli stuzzichini, sfidanti i basket per 4-5 persone con un mix dei vari piatti (soprattuto se poi li consumate in 2 o 3). Unico lato negativo: preparatevi a smaltire migliaia e migliaia di calorie e ad avere una sete eterna.

Taco Bell

36_1taco_bell_canada016_b Un messicano rivisitato solo per veri professionisti del fast food, molto diffuso difatti in USA e UK. Nachos, Tacos, Burritos e Chalupas personalizzabili in diverse varianti (carne, pollo, veggie) e con un grande potenziale di piccantezza. Consiglio la Gorditas che, già dal nome lo si può intuire, è un capolavoro di opulenza. Piace molto all’estero per essere il giusto compromesso tra gusto e prezzo (ho omesso il termine qualità… alla fine sempre di junk food si parla).

Wok to walk

179195_387083184672714_1274407447_nWE PLAY WITH FIRE, WE ROCK THE WOKS
Questo il mantra della catena di ristoranti fast-food in franchising nata ad Amsterdam, specializzata nel preparare piatti della cucina cinese, soprattutto il wok, consegnato nelle nostre mani in un pratico contenitore di cartone, così da portarcelo in giro e consumarlo senza problemi. Una notizia che non sapevate? Il Wok più gozzo non raggiunge le 800 Kcal (1/10 della dose giornaliera consigliata). In Italia funzionerebbe molto bene: pensiamo al trend del sushi degli ultimi anni o a ristoranti come Italian Noodles.

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Anche questo brand nasce dalla lungimiranza di un uomo, tale John Gregg, che partito consegnando le uova nel 1930 è diventato il fondatore della più grande e ramificata catena di bakery in UK (quasi 1700 negozi, solo in Inghilterra). Pane, torte salate, sandwiches ma soprattutto gustosissime “pasties”, come il Sausage roll ed il Cheese and bacon wrap. Prezzi molto concorrenziali e cibi ottimi per la colazione e la pausa pranzo take away, per chi lavora in ufficio e non ha tempo (o voglia) di ritagliarsi un’ora al ristorante.

Rudy’s hot dog
article-1394099-0C648AB200000578-790_634x404-1Se con “fast food USA” vi vengono in mente solo il Mc o Burger King, siamo messi davvero male. Rudy’s hot dog è rappresenta l’eccellenza tra le centinaia di catene dedicate al chili, con un endorser d’eccellenza come Barak Obama. Veloce, semplice e gustoso, what else?

Nando’s
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In Italia abbiamo visto i Roadhouse, gli Old Wild West, i Cantina Mariachi ed i Paolino: questo colosso sudafricano farebbe la giusta concorrenza ad un settore ormai piatto. Non siamo al fast food, ma al cosiddetto Casual dining, con un menu africano/portoghese davvero sfizioso in ogni sua versione ed un interessante legame con l’arte (numerose opere sono esposte nei ristoranti). Da segnalare il delivery via web attivo in UK, comodo, puntuale e senza maggiorazione.

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5 thoughts on “Le 8 catene che dovrebbero aprire in Italia – Food & Drink

  1. Forse è meglio che ti leggi un libro di Marketing e capirai per quale motivo le MNC che hai elencato e nello specifico starbucks non apriranno mai in Italia. Saluti.

    • Grazie del consiglio, credo però che oltre alla teoria bisogna conoscere bene la pratica, la realtà e guardare quello che ci circonda.
      Dicevano lo steso di McDonald’s, poi sappiamo come è andata a finire. Questo articolo è datato fine 2013, lato food nel giro di 12 mesi ha aperto KFC (citata nell’articolo), Amsterdam Chips, e tante realtà molto diverse che si propongono alle persone come alternativa al ristorante tradizionale come Eataly, il Mercato Metropolitano, Lattughino, il Mercato del Duomo, That’s Vapore, Viva, Toasteria, IKEA Temporary.. senza citare i numerosissimi locali che si basano sullo street food con Hamburgher, Hot Dog, Piadinerie ed etnico (es. Smooshi a Milano). Parlando nello specifico di Starbucks, vorrei segnalarti che realtà milanesi di grandissimo successo come Arnold Café, Princi, California Bakery, Bagel Factory, Tizzy, Gogol & Co praticamente si basano sul modello di business di Starbucks.. la domanda per questi prodotti e servizi non solo esiste, ma sta crescendo.. e dove c’è domanda caro mio, c’è possibilità di business che prima o poi l’azienda valuterà di presidiare. Grazie comunque per aver letto l’articolo, spero tu lo abbia gradito.

  2. Non puoi non aggiungere alla lista il TGI Fridays!! è il numero 1!
    In ogni modo KFC non si può definire più per legge kentacky fried chicken.
    ✌🏻️✌🏻✌🏻✌🏻✌🏻

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