I migliori album del 2014

In questi 12 mesi stiamo vedendo e vedremo tantissimi pezzi interessanti, tra volti nuovi, conferme e grandi ritorni. L’anno scorso il titolo di miglior album a mio parere va ad AM, capolavoro assoluto degli Arctic Monkeys che hanno saputo rinnovare il loro sound post-punk-rock con un disco pazzesco, uno di quelli che dal primo all’ultimo brano non ti fa prendere fiato.

Quali saranno i migliori album del 2014? Non possiamo ancora dirlo, ma sappiamo che ce ne saranno alcuni che non possiamo perdere per strada e dobbiamo ascoltare, per dargli almeno una possibilità. Alcuni sono già usciti, alcuni saranno disponibili nei prossimi mesi, fate partire la playlist e vediamo quali:


U2 – 10 Reasons To Exist
Diciamoci la verità, il singolo Invisible è inascoltabile come poco altro: quando hanno annunciato la collaborazione con Danger Mouse, che in questi anni ha affiancato assi del firmamento internazionale del calibro di Black Keys, i Gorillaz, Jay-Z, Beck e Norah Jones,ci aspettavamo qualcosa di nuovo, innovativo, diverso… non la riproposizione di elettronica di Magnificent. Non sono un fan di vecchia data, quelli che paragonano ogni nuovo disco degli U2 con War per intenderci, ma vogliamo parare dei singoli che hanno lanciato Zooropa, POP e All that you can’t leave behind? Un’altra vita.

The Black Keys – Turn Blue
Sul calendario ho una X segnata in rosso sul 13 maggio. Il gruppo ha deciso di condividere questa informazione in un modo davvero originale, ovvero con un tweet di Mike Tyson. Il leggendario campione di pugilato infatti ha postato sul suo account un video di David Lynch con un disco rosa che gira in quella che sembra essere una seduta di ipnoterapia. Nel video c’è un uomo che dice: “Obbedirete ad ogni mia parola. Ora sono dentro di voi”. L’inquietante video di circa due minuti si conclude con la conferma della pubblicazione dell’album in puro stile anni ’80. il primo singolo, Fever è una bomba, non arriva subito come Lonely Boy ma fa parte i quelli che si piazzano nell’airplay e non se ne vanno più. Guardateli dal vivo, non vi deluderanno: suonano a Roma l’8 luglio.

Coldplay – Ghost Stories
Esce il 20 maggio, anticipato dal singolo Magic, un’ipnotico antipasto di un album molto intimista, elettronico, cupo, figlio della recente separazione tra Chris Martin e la moglie, Gwyneth Paltrow, dopo 10 anni di matrimonio, 2 figli e tantissime canzoni d’amore. Io continuo a preferire i loro primi lavori, più british, più rock, come Parachutes e A rush of blood to the head, che mi occuparono abusivamente l’iPod per diversi anni.

Julian Casablancas – (?)
Ci siamo, finally quest’anno il nostro caro Julian pubblicherà il suo secondo album da solita, dopo “Phrazes for the yuung” del 2009. Emergono nuovi dettagli sul lavoro del leader degli Strokes che di recente ha pubblicato un breve video per svelare qualcosa in più sul suo secondo album da solo. Un titolo e una data di pubblicazione non sono ancora stati stabiliti, ma il teaser di due minuti rivela che l’artista si trova attualmente in studio insieme ai celeberrimi (!) The Voidz.


Damon Albarn – Everyday Robots

Su di lui non mi posso pronunciare, lo considero un genio assoluto e sarei troppo di parte. Il suo primo disco da solista uscirà il 28 aprile, intitolato Everyday Robots ed anticipato dall’omonimo singolo. Non mi ha fatto impazzire al primo ascolto, ho reagito con molto più entusiasmo – ed emozione – per il primo singolo dei riuniti Blur con Under the Westwood del 2013. Lui l’ha definito una “specie di folk soul”: a me ricorda gli ultimi Gorillaz, quelli belli ma poco digeribili.. però sono ottimista, perché il ragazzo ha già venduto più di 20 milioni di copie in carriera nel mondo e visto che il disco avrà numerosi ospiti, tra cui Brian Eno e Natasha Khan dei Bat for Lashes.  

Lana Del Rey – Ultraviolence
Torna anche la splendida ed eternamente triste Lana, dopo non essersene praticamente mai andata dalle classifiche mondiali con i molteplici singoli (e remix) nati dall’affascinante esordio Born to Die. Le sue atmosfere, la sua voce ed il suono dei suoi pezzi la rendono praticamente unica ed il nuovo uscito non è da meno: West Coast, presentato in esclusiva durante più importante festival musicale della West Coast (Coachella) è un succoso antipasto di Ultraviolence, il nuovo attesissimo lavoro. Difficile replicare il successo di BTD, Sono curioso di ascoltarlo e farmi un’idea più precisa, anche se per quanto mi riguarda ha già vinto – a mani basse – il premio come miglior titolo per un album 2014.

Beck – Morning Phase
Ogni disco di Beck fa storia a sé. Sei anni sono passati dal suo ultimo lavoro, quel “Modern guilty” che aspettavo con ansia e che mi aveva lasciato piuttosto indifferente, dopo gli apici di Guero, Sea Change e – soprattutto – Midnite Vultures.
C’è un richiamo molto forte al country, al pop-rock acustico immediato ma non per questo banale. Ricorda Neil Young, però in versione malinconica a fine serata. Viene evitata qualsiasi spinta elettrica o psichedelica – che tra l’altro ho sempre apprezzato – in favore di suoni decisamente morbidi e testi più introspettivi. Dopo qualche ascolto mi ha preso tantissimo “Unforgiven”, che strizza l’occhio al brit-pop più morbido, tra i Blur di “The universal” e gli Oasis di “Stop crying your heart out”. Outsider come solo lui sa essere, rischia di aver pubblicato una delle sue migliori produzioni. 

Lily Allen – Sheezus
Tante aspettative per la piccola Lily, dopo quasi cinque anni di assenza – e una doppia maternità – dall’ultimo It’s Not Me, It’s You del 2009, un buon mix di pop, elettronica e femminismo. Ad oggi sono usciti quattro pezzi:  Hard Out Here, Air Balloon, L8 CMMR e il nuovo singolo Our Time. nessuno dei quali mi pare anche solo lontanamente ascoltabile. Peccato perchè la ragazza artisticamente merita ma questo nuovo lavoro non è presentabile: Lily ne è consapevole e sfoga tutto il suo disagio sui social rispondendo ai fan delusi ed incolpando la Warner di non aver rilasciato come singoli promozionali (e ufficiali) i brani migliori presenti nel suo nuovo album.


Bruce Springsteen – High Hopes

Out now, anche già diffuso su larga scala appena dopo capodanno. Ennesima conferma del vecchio leone che non puoi non stimare all’infinito: peccato che, ad un ascolto più maturo, ci si accorga che sono solo cover riaggiustate con l’apporto della chitarra di Tom Morello – ex Rage Against The Machine – o b-side di cui non si sentiva la mancanza. Tutto ha sfortunatamente il sapore del classico album utile a calcare ancora una volta i palchi degli stadi di tutto il globo. Peccato.

 

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