Quando i Brand trollano: i contenuti delle marche su Twitter dopo Brasile Germania

Dopo la sconfitta shock del Brasile sui social media diversi brand si sono attivati per cerare contenuti ironici ed entrare a gamba tesa nella conversazione. Questa attività entra nel grande calderone dei newsroom content, inaugurati dall’eccellente strategia social di Oreo che nel 2013 ha vinto tutto con l’ormai ultracitato “Blackout Tweet“.

I newsroom content sono contenuti creati in real time che prendono ispirazione dall’attualità e dagli eventi per essere il più possibili rilevanti per le persone.

 

Ne abbiamo visti diversi in questi mesi, che hanno riguardato manifestazioni sportive, serie TV (qui parlo di GoT) e cronaca. Un modo sottile e – sfortunatamente non sempre – elegante per presentare il prodotto parlando di qualcosa che interessa davvero gli utenti, con cui vogliono interagire.

Tra i diversi brand che hanno trollato il Brasile per la storica sconfitta – alcuni con grande stile e humour – anche diversi sponsor della manifestazione che, con poca lungimiranza, hanno deciso in questo modo di ingraziarsi i tifosi verdeoro. Vediamone alcuni:

Sony

Visa

RedBull

Di Giorno Pizza

Volkswagen

Audi

PornHub

Seattle Seahawks

Tesco

Bayern3

Un esempio recente in Italia sono i contenuti di Barilla per l’uscita del mondiale dell’Italia. L’impressione che ho io – e questo è il mio giudizio personale – è che ormai la maggior parte dei brand ormai abbia capito il potenziale e provano ad entrare nella conversazione ogni volta che possono. Questa entrata però deve essere coerente con i valori del brand, ironica e sottile. A volte alcuni tweet diventano stucchevoli, inopportuni, possono creare un sentiment negativo e diventare controproducenti.

Questo trend mi piace molto, perchè crea un nuovo campo in cui i brand possono competere. Un campo neutro dove sono gli utenti a decidere il vincitore.

Il mio timore è che per realizzare numeri ed ottenere risultati – in termini di condivisioni ed interazioni – le marche si sentano in dovere di parlare per forza, giusto per raccontare “quanto siamo innovativi su Twitter” e portare a casa qualche centinaia di ReTweet da rivendersi internamente.

È sempre meglio investire nella relazione con le persone, nel costruire attività editoriali di lungo termine, nel parlare di temi in cui il brand è presente o almeno vicino in termini di valori. Il buonsenso ed il buongusto non devono mai mancare tra le skills di un community manager, per evitare il rischio di epic fail.

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