AoL lancia PIP!, l’applicazione per gli eterni ritardatari (come me)

Il trend dei prossimi mesi non sarà più quello di creare engagement sui canali utilizzati dalle persone, ma di intervenire nel loro comportamento e nelle loro abitudini. In un era dove l’esposizione ai messaggi si è moltiplicata, dobbiamo fare un passo indietro e pensare alle azioni compiute dalle persone ed ai motivi per cui sono state fatte.

Ad esempio, non basta più creare un profilo Instagram e pubblicare delle foto interessanti per catturare l’attenzione delle persone, dobbiamo pensare al motivo per cui dovrebbero interagire con noi, come lo dovrebbero fare e farlo al meglio. In breve, dobbiamo diventare agnostici e smettere di pensare alle singole piattaforme, concentrandoci sulla quotidianità delle persone.

Per questo motivo consiglio a chi sta studiando – e che entrerà in questo mirabolante mondo tra qualche anno – di portarsi avanti e di cercare case study e best practice internazionali delle aziende che stanno cogliendo questa sfida e creando soluzioni di comunicazione che intervengono nella quotidianità delle persone.

Un esempio recente è PIP, un’applicazione di instant messaging lanciata da AoL – colosso USA storico protagonista del mondo dell’online e del broadcasting a stelle e strisce – che riscrive le regole della principale attività in assoluto compiuta dagli utenti mobile.

L’idea nasce da alcune considerazioni, magari banali ma molto pertinenti, sullo scenario mobile:

  • In media ogni utente ha installate sul proprio smartphone 30-35 applicazioni (fonte:Statista)
  • Il 91% degli utenti utilizza con regolarità le applicazioni di instant messaging (fonte:GWI)
  • Il 78% considera le applicazioni di instant messaging il canale primario per comunicare e restare in contatto con i propri amici (fonte:GWI)

La sfida per una nuova app era in salita: vi sono infatti diverse applicazioni che vengono utilizzate con regolarità e che hanno raggiunto una massa critica di utenti unici molto alta, difficile da contrastare, come iMessage, Facebook Messenger, WhatsApp e Skype.

Non potendo competere sulle feature principali sono stati analizzati i punti di debolezza ed è emerso dallo studio del comportamento delle persone che vi è un margine interessante su cui è possibile intervenire, andando in soccorso dei più pigri e degli eterni ritardatari come me

La comunicazione mobile va sempre più nella direzione della iconicità: emoji e acronimi sono sempre più utilizzati per mancanza di tempo e per immediatezza d’uso. Comunicare con pochi gesti, pochi tap, va dritto incontro anche alla caotica vita quotidiana, dove spesso ci troviamo a dover avvisare un ritardo o segnalare un imprevisto.

PIP! permette agli utenti di inviare velocemente un messaggio di default, la propria posizione e le condizioni meteorologiche: con pochi tap possiamo comunicare con i nostri contatti attraverso un’interfaccia super user friendly.

PIP AoLSpesso ci capita di voler inviare un messaggio mentre si è in ritardo e di metterci troppo tempo,  o vorremmo rispondere ad una chiamata mentre eravamo in riunione, durante una presentazione, al cinema o con la una ragazza. PIP! risponde a queste esigenze e può chiedere anche un secondo livello di informazione, per completare il messaggio ed inviarlo definitivamente.

pip-workflowIl creatore di questa semplice ma efficace applicazione – tale Ryan Block – ha dichiarato:
Studiando il comportamento delle persone è stato che

“We don’t want to take over all your messaging, we just want to make some of the most common or useful messages even easier to send and even more useful”

Molti utenti stanno già apprezzando l’intuizione ed hanno richiesto nuovi messaggi di default come “I love you”, “Miss you” e “Meeting?”. Voi cosa ne pensate di questa attivazione? Parliamone su Twitter 😉

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