Creatività Vs malattie mentali: Toby Allen ed i suoi piccoli mostri ci raccontano il malessere

La creatività non è solo un’arma vincente per trovare nuove soluzioni, ma può aiutare a raccontare in modo diverso la causa di un malessere psicofisico.

Un illustratore inglese sta creando una serie molto interessante di disegni con lo scopo di generare awareness sulle malattie mentali, rappresentando e personificando alcuni tra i disordini più diffusi in veri e propri mostri.

L’artista in questione è Toby Allen e la sua opera si chiama Real Monster: una collezione di 24 illustrazioni che spaziano dalla depressione all’ansia, dalla schizofrenia allo stress post traumatico.

I mostri sono accompagnati da una breve descrizione, che ne racconta particolarità e connotazioni caratteriali, in linea con i sintomi dei disturbi mentali reali che rappresentano.

Un’iconografia che ricorda il mondo fantasy, a metà strada tra i giochi di ruolo ed i fumetti, inventata dall’autore per darsi supporto e confrontarsi quotidianamente con l’ansia.

I contenuti sono raccolti in un Tumblr, li potete scoprire qui.

Disegnando le proprie paure e preoccupazioni come piccoli mostri, Toby Allen racconta di aver imparato a convivere con il malessere, alleviando le sensazioni negative che gli impedivano di vivere con serenità.

Dopo aver pubblicato la sua prima creazione su Facebook, il feedback positivo degli utenti lo ha convinto a continuare e a confrontarsi con le altre patologie, dialogando e scambiandosi informazioni con i propri followers.

Dopo aver raccolto le loro esperienze ed averle rielaborate, Toby Allen è riuscito ad arricchire  la sua collezione con vari disturbi, così da contribuire – grazie ai suoi contenuti – a dare visibilità online a delle patologie molto spesso sottovalutate.

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Nuovi studi su Researchkit di Apple: la salute è sempre più mobile.

Sei mesi fa all’evento Spring Forward 2015 l’attenzione mediatica si è concentrata sul nuovo MacBook Air ed in pochi hanno evidenziato l’importanza di ResearchKit, il nuovo sistema opensource per la ricerca medica che nel lungo termine può rappresentare una vera e propria rivoluzione in ambito healthcare.

researchkit_apple_farma_appResearchKit è un sistema che trasforma l’iPhone in uno strumento utile per i ricercatori, supportandoli per raccogliere i dati dei partecipanti agli studi clinici con maggiore frequenza e precisione, grazie a specifiche app per iPhone.

In questo modo si facilitano tutte le fasi dello studio, dalla ricerca e selezione dei partecipanti all’adesione terapeutica, passando per la frequenza e la qualità della raccolta dei dati, ottimizzando i tempi e contribuendo così alla ricerca medica.

I ricercatori possono lavorare direttamente con il framework opensource, progettando dal principio le app che useranno per gli studi clinici, inviando ai propri pazienti informazioniquestionari e raccogliendo dati sensibili direttamente dallo smartphone o da device medicali ad esso collegati.

“Numbers are everything. The more people who contribute their data, the bigger the numbers, the truer the representation of a population, and the more powerful the results.” Dr. Eduardo Sanchez,  American Heart Association

Con il consenso dei partecipanti, difatti, i ricercatori che sviluppano studi clinici con ResearchKit possono accedere anche ai dati dell’app Salute, come il peso, la pressione sanguigna, i livelli di glucosio e altri parametri misurati da dispositivi e app di altri produttori, per acquisire dati in tempo reale direttamente dall’iPhone.

I risultati finora raggiunti sono molto incoraggianti: la stessa azienda di Cupertino ha reso noto in una nota stampa che nei primi mesi hanno aderito 50 ricercatori e ben 100.000 pazienti.

Per questo motivo Apple ha deciso di mettere a disposizione la piattaforma per nuovi studi clinici dedicati ad autismo, melanoma ed epilessia: 

  • Autismo: utilizzando la fotocamera frontale l’app riconoscerà le reazioni del paziente ad alcuni video riprodotti, per rilevare eventuali segnali legati a disturbi dello sviluppo in una fascia d’età molto giovane.
  • Epilessia: Lo studio valuterà se i sensori indossabili integrati nell’Apple Watch possono essere utilizzati per rilevare l’inizio e la durata delle crisi epilettiche.
  • Melanoma: sempre utilizzando la fotocamera frontale, sarà possibile approfondire le conoscenze sullo sviluppo dei nei e sui rischi di melanoma fotografando e misurando nel tempo i propri nei.

L’utilizzo di questi strumenti non rappresenta una rivoluzione, ma segna un altro importante segnale su qual’è la strada che il settore sta percorrendo, ridefinendo il rapporto tra medico e paziente puntando su una maggiore partecipazione, condivisione e consapevolezza.

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