Le migliori campagne pubblicitarie viste a Cannes 2015

Cala il sipario ai Cannes Lions 2015 e l’Italia creativa rimane delusa: solo dieci i premi vinti quest’anno e nessun oro, con un medagliere dominato da Usa, UK e Brasile.

Bilancio negativo – considerato che nel 2013 i Leoni erano stati 19 –  e tante conversazioni sui social media tra il drammatico e lo sconsolato.

In realtà credo che oggi la concorrenza internazionale sia molto più agguerrita e le produzione di qualità decisamente più diffuse: siamo in un epoca in cui spesso l’accessibilità vince sulla conoscenza, e le connessioni permetto di lavorare con i migliori professionisti basati nelle aree più remote del mondo, condividendo senza limiti geografici ed in tempo reale case hsitory e know how specializzato.

Oggi è molto più difficile inventare qualcosa di nuovo, perché si sono moltiplicati i contenuti fruiti dagli utenti e – di conseguenza – creati dai brand in cerca di visibilità.

I brand non competono più solo con altri brand, ma anche con le persone stesse che vogliono raggiungere.

Per questo la creatività è diventata ancora più importante ed ormai è una delle chiavi principali per fare emergere un contento nell’universo di messaggi ed interazioni che si susseguono quotidianamente.

In questo scenario, voglio dare il mio piccolo contributo segnalando quali sono state per me le migliori campagne pubblicitarie viste a Cannes 2015, scegliendo tra quelle in shortlist.

Perché la creatività può essere coltivata, tutti i giorni, facendosi influenzare e contaminare dal lavoro creativo che ci circonda.

Citando Thomas Stearns Eliot:

 I poeti immaturi imitano; i poeti maturi rubano.

Basta con le chiacchiere ed andiamo al dunque del post, ecco la mia personalissima lista delle migliori campagne in shortlist a Cannes, con relativa categoria ed agenzia creativa:

Best Branded content
OK Go and Honda UNI-CUB

“I Won’t Let You Down”
Mori Inc., Tokyo

Best Execution
Guinness

Made Of Black
AMV BBDO, London

Best CSR involvement
Samsung
“Look at me”
Cheil Worldwide

Best Sponsorship 
Renault

Dacia Sponsor Day “The Split” 
Publicis

Best Sports 
Gatorade

“Made In New York”
TBWA\Chiat\Day, Los Angeles

Best Digital acivation
BNL – BNP Paribas
“Hello play”
We are social 

Best Celebrity outreach
Under Armour

“I Will What I Want: Gisele Bündchen”
Droga5, New York

Best Storytelling
John Lewis
“Monty The Penguin”
Adam&EveDDB, London

Best POD
Samsung
“Safety Truck”
Cheil Worldwide
https://youtu.be/6GNGfse9ZK8

Best Video Content
Leica

“100”
F/Nazca Saatchi & Saatchi San Paolo

Best Creativity for web advertising
Geico

“Unskippable: Family/Elevator/High Five”
The Martin Agency, Richmond, Va.

Best Brand Values & Positioning 
Volvo
Life Paint
Grey London

Best Integrated Campaign 
Always/Procter & Gamble

“#LikeAGirl”
Leo Burnett, Toronto, Chicago and London

Best Campaign 2015
Burger King
The Proud Burger
WPP

Quale campagna selezionata a Cannes vi ha colpito maggiormente? Parliamone su Twitter @ricaputo

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Promoted content: anche Snapchat apre all’advertising (ma a modo suo)

Snapchat negli Stati Uniti è ormai un colosso.
L’applicazione di photo temporary messaging, creata dal trio di studenti della Stanford University Meyers – Brown – Murphy, conta più di 100 milioni di utenti attivi e fino ad oggi non aveva ancora monetizzato un singolo centesimo grazie a loro. Da oggi infatti è stata lanciata la prima inserzione all’interno dell’applicazione, un trailer di 20 secondi del film horror Ouija, prodotto da Universal Pictures,

Snapchat Adv

Snapchat ha commentato sul proprio blog in questo modo la svolta storica:

It’s the first time we’ve done anything like this because it’s the first time we’ve been paid to put content in that space. It’s going to feel a little weird at first, but we’re taking the plunge

Nonostante i contenuti promossi vengano visualizzati dagli utenti nella sezione Recent Updates, ovvero in quello nel luogo che più di avvicina al feed organico di Facebook, Instagram e Twitter dove ormai siamo abituati – chi più chi meno – a trovare delle inserzioni, mi pare evidente la consapevolezza dei creatori della piattaforma del rischio di ricevere feedback negativi da parte della community, che temono non preparata a questo cambio di rotta.

” a little weird..”

Questa paura di Snapchat, decisamente paradossale visto il genere horror del film sponsorizzato, si nota anche prestando attenzione ai termini utilizzati e a come viene costantemente rassicurato il lettore sulla non invasività delle inserzioni.

Frasi come “We won’t put advertisements in your personal communication” e “We want to see if we can deliver an experience that’s fun and informative” suonano come excusatio non petita e contribuiscono ad alimentare i sospetti sul fatto che la scelta intrapresa dai vertici della piattaforma non è stata unanime, ma decisamente sofferta.

Snapchat advertising
Snapchat sta crescendo velocemente e – soprattutto negli Stati Uniti – ha una user base decisamente allettante per i brand, quel core target 13-20 che poche altre piattaforme possono raggiungere con facilità ed efficacia. Snapchat è un canale molto originale, perché presenta un mix di contenuti e conversazioni che nasce sulla base delle abitudini delle persone: veloce, elementare e social, ingredienti che ne hanno fin dalla nascita caratterizzato il successo.

In questo scenario il ruolo dei brand è quello di percorrere la stessa strada, ovvero andare incontro all’attitude delle persone e coinvolgere il giovanissimo target provando a non interrompere l’esperienza e – a differenza di altri canali – creare engagement direttamente all’interno della piattaforma.

L’advertising rimarrà sempre advertising, ovvero qualcosa che è mai stato e non sarà mai cool. L’approccio di Snapchat al mercato è comunque originale e diversificante: l’opportunità offerta ai brand è di proporre un contenuto, un’esperienza ed intrattenere, veicolando attraverso questo nuovo canale il messaggio ed i propri valori.

Instagram compie 4 anni e lancia l’advertising

Instagram da oggi ha iniziato a mostrare promoted content all’interno dei feed degli utenti australiani.

La sfida per i brand è di utilizzare al meglio questa opportunità, che deve essere sfruttata per dare visibilità a contenuti di qualità, potenzialmente interessanti ed engaging, per non risultare fuori contesto e generare un sentiment negativo nelle persone che vedono la loro esperienza di navigazione disturbata da qualcosa che non vogliono vedere, con cui non vogliono interagire.

Un momento storico per la celebre applicazione mobile di photo editing che ormai è a tutti gli effetti uno dei social channel più interessanti e potenzialmente validi per le persone e per i brand. I contenuti promossi dai brand appariranno con la label “Sponsored“, così da diversificarli al meglio e cercare di limitare l’interruzione dell’esperienza dell’utente. Amy Cole, il responsabile Market Operations, ha dichiarato:

Images are fast becoming a primary way that people communicate – in both the everyday and the spectacular. Our aim is to help brands create beautiful ads that feel as natural to Instagram as the photos and videos people already share and enjoy

Instagram Advertising

Un benchmark interessante che possiamo fare a livello social, per natura stessa della piattaforma, è con Twitter. Twitter ad oggi è per l’80% fruito da mobile e grazie alle ultime feature (che trovate qui) punta deciso verso la promozione del contenuto fotografico (Twitter cards) e video (Twitter video cards); ad oggi però la piattaforma di San Francisco possiede un’offerta molto più strutturata e diversificata secondo i diversi obiettivi che i brand possono perseguire, entrando nelle conversazioni in modo trasversale e privilegiando l’aspetto di business diretto, come portare traffico ai website o promuovere l’installazione di un’applicazione a pagamento.

Instagram advertising
L’aspetto interessante di investire su Instagram è più legato a content creationstorytelling: pertanto mi aspetto che gli inserzionisti siano – almeno nella parte iniziale – brand di primissimo livello che possiedono una strategia di contenuto ben strutturata e possono investire per dare visibilità alle loro storie, senza focalizzare sul generare awarness sui prodotti o sul veicolare traffico al website.

Tra i primi spender australiani troviamo: Tourism Queensland, Vegemite, Ben & Jerry’s, Toyota, Flight Centre, Audi, Lenovo, McDonald’s and Philadelphia Cream Cheese.

Il lancio degli sponsored content coincide con il quarto compleanno di Instagram; applicazione lanciata il 6 ottobre 2010 (#TimeFlies) da Kevin Systrom e Mike Krieger, i due co-founder che sul blog ufficiale si definiscono come:

a small team of employees had been hard at work on an easy way for people to capture and share the world’s moments.

Dopo solo un anno Instagram raggiungeva il milione di utenti, coinvolgendole prima celebrities, come skateboarders e food blogger, poi i primi brand che – in quanto early adopter – sono riusciti a costruire una community attiva in modo autorevole e content-oriented.

Oggi Instagram, diventata proprietà di Facebook nel 2013, conta più di 200 milioni di utenti attivi ogni mese e si posiziona come il canale con la media più alta di interazione per contenuto e con il tassi di crescita più alto a livello mondiale: non male, e come scrivono sul blog ufficiale…

here’s to another amazing year ahead.

Instagram