Creatività Vs malattie mentali: Toby Allen ed i suoi piccoli mostri ci raccontano il malessere

La creatività non è solo un’arma vincente per trovare nuove soluzioni, ma può aiutare a raccontare in modo diverso la causa di un malessere psicofisico.

Un illustratore inglese sta creando una serie molto interessante di disegni con lo scopo di generare awareness sulle malattie mentali, rappresentando e personificando alcuni tra i disordini più diffusi in veri e propri mostri.

L’artista in questione è Toby Allen e la sua opera si chiama Real Monster: una collezione di 24 illustrazioni che spaziano dalla depressione all’ansia, dalla schizofrenia allo stress post traumatico.

I mostri sono accompagnati da una breve descrizione, che ne racconta particolarità e connotazioni caratteriali, in linea con i sintomi dei disturbi mentali reali che rappresentano.

Un’iconografia che ricorda il mondo fantasy, a metà strada tra i giochi di ruolo ed i fumetti, inventata dall’autore per darsi supporto e confrontarsi quotidianamente con l’ansia.

I contenuti sono raccolti in un Tumblr, li potete scoprire qui.

Disegnando le proprie paure e preoccupazioni come piccoli mostri, Toby Allen racconta di aver imparato a convivere con il malessere, alleviando le sensazioni negative che gli impedivano di vivere con serenità.

Dopo aver pubblicato la sua prima creazione su Facebook, il feedback positivo degli utenti lo ha convinto a continuare e a confrontarsi con le altre patologie, dialogando e scambiandosi informazioni con i propri followers.

Dopo aver raccolto le loro esperienze ed averle rielaborate, Toby Allen è riuscito ad arricchire  la sua collezione con vari disturbi, così da contribuire – grazie ai suoi contenuti – a dare visibilità online a delle patologie molto spesso sottovalutate.

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Le migliori campagne pubblicitarie viste a Cannes 2015

Cala il sipario ai Cannes Lions 2015 e l’Italia creativa rimane delusa: solo dieci i premi vinti quest’anno e nessun oro, con un medagliere dominato da Usa, UK e Brasile.

Bilancio negativo – considerato che nel 2013 i Leoni erano stati 19 –  e tante conversazioni sui social media tra il drammatico e lo sconsolato.

In realtà credo che oggi la concorrenza internazionale sia molto più agguerrita e le produzione di qualità decisamente più diffuse: siamo in un epoca in cui spesso l’accessibilità vince sulla conoscenza, e le connessioni permetto di lavorare con i migliori professionisti basati nelle aree più remote del mondo, condividendo senza limiti geografici ed in tempo reale case hsitory e know how specializzato.

Oggi è molto più difficile inventare qualcosa di nuovo, perché si sono moltiplicati i contenuti fruiti dagli utenti e – di conseguenza – creati dai brand in cerca di visibilità.

I brand non competono più solo con altri brand, ma anche con le persone stesse che vogliono raggiungere.

Per questo la creatività è diventata ancora più importante ed ormai è una delle chiavi principali per fare emergere un contento nell’universo di messaggi ed interazioni che si susseguono quotidianamente.

In questo scenario, voglio dare il mio piccolo contributo segnalando quali sono state per me le migliori campagne pubblicitarie viste a Cannes 2015, scegliendo tra quelle in shortlist.

Perché la creatività può essere coltivata, tutti i giorni, facendosi influenzare e contaminare dal lavoro creativo che ci circonda.

Citando Thomas Stearns Eliot:

 I poeti immaturi imitano; i poeti maturi rubano.

Basta con le chiacchiere ed andiamo al dunque del post, ecco la mia personalissima lista delle migliori campagne in shortlist a Cannes, con relativa categoria ed agenzia creativa:

Best Branded content
OK Go and Honda UNI-CUB

“I Won’t Let You Down”
Mori Inc., Tokyo

Best Execution
Guinness

Made Of Black
AMV BBDO, London

Best CSR involvement
Samsung
“Look at me”
Cheil Worldwide

Best Sponsorship 
Renault

Dacia Sponsor Day “The Split” 
Publicis

Best Sports 
Gatorade

“Made In New York”
TBWA\Chiat\Day, Los Angeles

Best Digital acivation
BNL – BNP Paribas
“Hello play”
We are social 

Best Celebrity outreach
Under Armour

“I Will What I Want: Gisele Bündchen”
Droga5, New York

Best Storytelling
John Lewis
“Monty The Penguin”
Adam&EveDDB, London

Best POD
Samsung
“Safety Truck”
Cheil Worldwide
https://youtu.be/6GNGfse9ZK8

Best Video Content
Leica

“100”
F/Nazca Saatchi & Saatchi San Paolo

Best Creativity for web advertising
Geico

“Unskippable: Family/Elevator/High Five”
The Martin Agency, Richmond, Va.

Best Brand Values & Positioning 
Volvo
Life Paint
Grey London

Best Integrated Campaign 
Always/Procter & Gamble

“#LikeAGirl”
Leo Burnett, Toronto, Chicago and London

Best Campaign 2015
Burger King
The Proud Burger
WPP

Quale campagna selezionata a Cannes vi ha colpito maggiormente? Parliamone su Twitter @ricaputo

Teens e Social Media: una nuova generazione sempre connessa

Ho trovato molto interessante l’ultima analisi del PEW Research Center, che trovate completa a questo link, in cui si dipinge uno scenario molto interessante sul rapporto tra teen ed il mondo digital.

Spesso si tende a banalizzare l’argomento, parlando di sensazioni e punti di vista superficiali: questo studio mi ha colpito proprio per la mole e la profondità di dati, che ci permettono di definire nel dettaglio uno scenario spesso out of focus.

Gli spunti sono diversi, ho provato a riassumere in seguito i più rilevanti, che mettono in luce tutto il potenziale di un target naturalmente predisposto ad interagire, a condividere, a fruire di contenuti online e vivere esperienze sempre nuove, ad ogni ora ed in ogni situazione quotidiana.

  • Il primo punto – probabilmente il più importante – è che nel 2015 ben il 24% dei giovani 13-17 americani ha raggiunto lo stato di “almost constantly online”; questo grazie anche alla diffusione sempre più massiva di smartphone e device domestici connessi con il web.
  • La penetrazione degli smartphone è quota 73%, un numero decisamente alto considerata l’età degli utenti che gli consente un accesso completo – e spesso più genuino – al mondo dell’online
  • Il 92% dei teen accede quotidianamente online ed il 56% lo fa più volte durante il giorno
  • Il possedere uno smartphone è una discriminante fondamentale: il 94% degli utenti che accede da mobile è molto fidelizzato e si collega più volte al giorno attraverso app e mobile browser
  • Interessante anche la differenza tra le varie etnie presenti negli states: il dato degli “almost constantly online” si assesta tra il 34% – 32%, rilevato rispettivamente su Afroamericani ed Ispanici, ed il 19% relativo ai “white teens”. Anche in questo caso la penetrazione mobile svolge un ruolo centrale ed è maggiore in termini percentuali nei primi due casi
  • I canali più utilizzati? Quelli in cui contenuti ed interazioni sono più basic ed immediate: Facebook (71%), Instagram (52%), Snapchat (41%) sono i primi della lista, precedendo Twitter (33%), G+ (33%), Vine (24%) e Tumblr (14%)PI_2015-04-09_teensandtech_02
  • Il comportamento online si differenzia anche tra ragazze e ragazzi: le prime prediligono i canali visual-oriented (come Instagram e Snapchat), mentre i ragazzi preferiscono il lato gaming, accedendo attraverso consolle e gli smartphone stessi

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  • Anche lo status socio-economico può influire nella scelta dei canali: Snapchat e Twitter sono utilizzati nella classe medio-alta, Facebook è più inclusivo.

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Lo scenario USA ci ha sempre permesso di anticipare quello che poi si è sviluppato nel nostro continente: questa esposizione costante dei teen all’online rappresenta una sfida sempre più challenging per tutti i marketer nel breve e nel lungo termine.

Ad oggi, è sempre più difficile catturare l’attenzione dei teen e competere con tutti gli stimoli che possono arrivare da persone e brand, domani invece sarà sempre più difficile coinvolgere le persone, non essere evanescenti e far emergere una comunicazione diretta e genuina all’interno di un universo sempre più complesso di messaggi.

Sempre a proposito di teens, vi segnalo l’nteressante infografica di Millward Brown Digital, focalizzata sui device più utilizzati dalle persone con uno split per generazione, in cui emerge il dato sui più giovani che, sempre di più, vivono esperienze in continuità tra online ed offline, attraverso diversi canali e touchpoint digitali.

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Quale dato vi ha interessato di più? Parliamone su Twitter.

 

Facebook: vita dura per il reach organico

Facebook sta diventando sempre più rigido con le pagine e con i brand che le gestiscono, lavorando al suo algoritmo Edgerank per limitare sempre di più la visibilità naturale dei loro contenuti.

Una strategia molto chiara, che ha come scopo quello di monetizzare il più possibile spingendo le aziende ad investire in Facebook Adv per permettere agli utenti – fan e non fan – di fruire dei contenuti da loro condivisi.

Questa vision coinvolge i branded content, ma non solo. Facebook vuole migliorare l’esperienza dell’utente che spesso vede il proprio news feed popolato da contenuti decisamente spammy, volti esclusivamente a guadagnare like e condivisioni con call to action molto chiare e borderline dal punto di vista delle policy.

Facebook reach organico

Parliamo dei contenuti like-bait,  quelli che ricreano dinamiche come il “1 mi piace = 1 preghiera”, il grillino “Condividi se sei d’accordo” o chiedono alla community “quanti MI PIACE per questo gattino?” e via dicendo.

Bene, Facebook estende la sua lotta al reach organico dichiarando guerra a questi contenuti, prendendo una posizione molto chiara e dichiarando che verranno limitati i post che rispecchiano queste caratteristiche:

  • Chiedono in modo esplicito un’interazione: like, share, commenti e tag
  • Promuovono l’acquisto di un prodotto o un’applicazione
  • Spingono le persone a partecipare a promozioni e concorsi senza un contesto reale
  • Conservano le stesse creatività dei post sponsorizzati

Facebook reach organicoLa motivazione ufficiale è che la Facebook vuole dare più spazio ai contenuti che le persone vogliono davvero vedere, ovvero i post dei loro amici. Nulla di nuovo insomma, ma non dimentichiamo che molte persone vogliono seguire i brand, soprattutto se condividono qualcosa di rilevante ed interessante per loro, e lo scelgono spontaneamente.

L’intrattenimento e l’informazione sono due tematiche sempre più centrali sui social media e, come vediamo per Twitter ad esempio, tanti siti di informazione e brand – che lavorano bene in quanto strategia di contenuto – sono seguiti, apprezzati e premiati da interazioni organiche.

Le limitazioni di Facebook ci porteranno a lavorare sempre di più sulla cura e sulla rilevanza del contenuto, consapevoli che – senza una spinta con un investimento adv – dovranno essere realizzati davvero ai massimi livelli per raggiungere KPIs importanti a livello engagement.

I migliori Hyperlapse dei brand su Instagram: creatività per emergere

Instagram Hyperlapse

Instagram settimana scorsa con questo articolo ha lanciato una nuova applicazione molto interessante che – almeno per questi primi giorni – ha fatto mettere da parte ai suoi milioni di utenti i Selfies per cimentarsi nei Time Laps, i celebri video in fast forward tanto amati dal pubblico online d’oltreoceano. Questi brevi video riassumono in pochi secondi decine di minuti di riprese riproducendole in modo velocizzato, stimolando la fantasia e la creatività della community che può adesso mettersi alla prova e creare dei contenuti professionali con pochi tap.

Hyperlapse iPhone App
L’applicazione è disponibile gratuitamente per iPhone (qui il link) e, grazie ad un’interfaccia decisamente user friendly che rende molto semplice la produzione e la pubblicazione dei video su Instagram, ha già riscosso grande successo negli States.

Un successo che è misurabile anche dai tanti artisti e creativi – ma anche utenti comuni – che si sono messi in gioco e l’hanno utilizzata per creare dei contenuti davvero stimolanti. Diversi brand hanno colto l’opportunità al volo, creando già in questi giorni dei super-hyper-ultra Lapse decisamente divertenti, utili a presentarsi in modo innovativo e dare un’immagine giovane, smart, aperta alle novità.. dimostrando in breve di essere sul pezzo.

Oreo

Oreo

TeenVogue

Teen Vogue

Nat Geo

NatGeo

Nichelodeon TV

NichelodeonTV

DisneyLand

DisneyLand

Alcuni utenti hanno dimostrato grande creatività, anche con pochi mezzi a disposizione…

Bionda

New York

..come Roger Federer, un vero numero uno (anche sui social).

Federer

Bonus – Volete farvi un giro dentro la White House?

White House

Bonus – Volete farvi un giro invece dentro la nuova sede di We Are Social?

We Are Social

(Credits: Alvise Guada http://twitter.com/AlviseGuada)

Segnalatemi su Twitter i vostri preferiti, tra qualche giorno proverò ad aggiornare la lista con nuovi Hyper Laps freschi freschi.

Twitter lancia le campagne “Objective-based” – Social ADV

Twitter sta cambiando in modo molto radicale la propria offerta ADV.

La creatura di Jack Dorsey ha bisogno di monetizzare meglio (e di più) oltre a dover far fronte alla concorrenza sempre più spietata di Facebook, Youtube, galassia Google ed in prospettiva Instagram.

I cambiamenti vanno incontro alle esigenze degli investitori che erano evidentemente poco soddisfatti delle forti barriere economiche all’entrata, della mancanza di valide soluzioni in termini di costo per interazione e della difficoltà nel trovare soluzioni efficaci ed innovative per promuovere i propri contenuti.

In questo momento la soluzione più smart messa a disposizione dalla piattaforma di ADV di Twitter è quella che ti permette di avere un addebito ogni volta che un utente interagisce con un Tweet promosso. Questo generalizza le campagne e risulta poco efficace se l’obiettivo dell’investimento è quello di far installare un’applicazione mobile, portare traffico al vostro sito o stimolare le visualizzazioni di un video.

Le nuove opportunità, spiegate in questo video, permetteranno di ottimizzare l’investimento scegliendo tra obiettivi ben definiti, come i nuovi followers, i click al vostro sito, le conversioni, la generazione di lead (ad esempio con le Twitter lead generation card, uno strumento dal grandissimo potenziale) ed il puro engagement.

Le campagne “Objective-based” sono pensate per massimizzare il ROI, come ha spiegato la product manager Christine Lee direttamente da San Francisco:

Our goal is to make it easier and faster for all businesses to succeed on Twitter Ads

Un bel passo in avanti, che riposiziona Twitter e lo rende al passo con i tempi in uno scenario decisamente competitivo.